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Informazioni

PARCO ORSIERA-ROCCIAVRE'




Informazioni sul Parco Orsiera-Rocciavrè




Gestore: Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie

Sede legale: Parco naturale Orsiera Rocciavrè località Prà Catinat - 10060 Fenestrelle (TO) Tel e Fax: 0121/83757

Sede amministrativa e direzione: Parco naturale Orsiera Rocciavrè Via San Rocco, 2 - Fraz. Foresto - 10053 Bussoleno (TO) Tel: 0122/49398-47064 Fax: 0122/48383

Direzione e uffici amministrativi: Via Pacchiotti, 51 - 10094 Giaveno - TORINO - Italia. Telefono: (+39) 011.93.64.080 - Fax: 011.93.64.265

Sede operativa Val Chisone e ufficio tecnico: Località Pracatinat 10060 Fenestrelle - TORINO - Italia. Telefono: (+39) 0121.83.757

Sede operativa Val Sangone: Via Matteotti, 140 - 10050 Coazze - TORINO - Italia. Telefono: (+39) 011.93.40.322

Sede operativa Val Susa e Riserva di Chianocco: Via Roccaforte, 1 - 10050 Chianocco - TORINO - Italia.

E-mail: orsiera@libero.it (Foresto - val Susa)
rocciavre@libero.it (Pra Catinat - val Chisone)

Superficie: 11.154,08 ha (Orsiera - Rocciavrè 10.952,74 ha - Orrido di Chianocco 26,10 ha - Orrido di Foresto 179,24 ha)

Province: Torino

Istituzione: 1980 (Orsiera - Rocciavrè e Orrido di Chianocco) - 1998 (Orrido di Foresto)

Cooperativa PAN Piazza del Popolo, 2 10051 Avigliana Tel. 011-9327400 Fax 011-9328650



In Val Chisone:

Centro Soggiorno di Prà Catinat
Prà Catinat (Fenestrelle), 1.650 m. Stanze da tre-sei posti letto, locali di ritrovo, laboratori attrezzati, teatro e sala proiezioni, attrezzature sportive all'aperto. Soggiorno di studio a carattere naturalistico per le scuole. Tel. 0121-83880/83912 - Fax 83711.

Posto tappa GTA. Collegamento con la frazione Depot (Fenestrelle, con strada asfaltata aperta al traffico motorizzato, Tel. 0121-83906/83912.

Campeggio attrezzato di Prà Catinat: rivolgersi al centro di soggiorno di Prà Catinat.

Campeggio autorizzato a Pian dell'Alpe (Usseaux): informazioni e autorizzazioni presso il Palazzo municipale Tel. 0121-83909.

Rifugio Selleries, 2.030 m (Roure), privato, aperto dal 1° luglio al 15 settembre Tel. 0121-842664 (rifugio) - 011-5211540 (gestore).



In Val di Susa:

Rifugio GEAT Val Gravio, 1.390 m (San Giorgio), posto tappa GTA Tel. 011-9646364 (rifugio), 011-2168501 (gestore).

Rifugio O. Amprimo, 1.385 m. (Bussoleno) Tel. 0122-40353 (rifugio), 011-9604533 (gestore).

Rifugio Toesca, 1.775 m (Bussoleno) Tel. 0122-49526 (rifugio), 0122-39525/49260 (gestore).

Posto tappa GTA alpeggio Toglie (Mattie), 16 posti letto; in estate rivolgersi al margaro sul posto per usufruire dei locali, nei restanti periodi dell'anno rivolgersi al Presidente del Consorzio Alpe Toglie Tel. 0122-38171.



In Val Sangone:

Rifugio Alpe Balma, 1.986 m (Coazze) Tel. 011-9377564 (ore pasti). Possibilità di escursioni a cavallo nel parco partendo da Il Mulino di Mattie Tel. 0122-38132.



Comuni:

Bussoleno: Tel. 0122-49002.
Coazze: Tel. 011-9349109.
Fenestrelle: Tel. 0121-83910.
Mattie: Tel. 0122-38124.
Meana: Tel. 0122-39161.
Roure: Tel. 0121-842613.
San Giorgio: Tel. 0122-49666.
Usseaux: Tel. 0121-83909.
Villarfocchiardo: Tel. 011-9645025.





Strutture ricettive:

Casa Alpina E. Ostorero fraz. Forno di Coazze Tel. 011-9340657 - 011-9327400




Alberghi:

* DEL SOLE Via Traforo, 14 10053 Bussoleno Tel. 0122-49380

* ISOLABELLA Str. Susa, 13 10053 Bussoleno Tel. 0122-49393

* MORO P.zza Del Moro, 7 10053 Bussoleno Tel. 0122-49602

*** PIEMONTE Via Freinetto, 3 10050 Coazze Tel. 011-9349130 Fax 9340710

** SERENELLA Viale Italia, 85 10050 Coazze Tel. 011-9349125

* ROCCIAVRE' Frazione Forno 10050 Coazze Tel. 011-9349183

* BELLAVISTA Via Pianbarale, 6 10050 Meana di Susa Tel. 0122-39162 Fax 39289

** DA PAOLA Fraz. Balma, 141 10060 Roure Tel. 0121-842623

* SELLERIES Alpi Selleries 10060 Roure Tel. 01218-42664

*** I DRAGONI ROSSI Via Umberto I, 67 10060 Fenestrelle Tel. 0121-83621

* IL MULINO Fraz. Giordani, 52 10050 Mattie Tel. 0122-38132




Agriturismo:

LA MEIZOUN BLANCHO di S. M. Ressent Via Granges, 10 Fraz. Mentoulles 10060 Fenestrelle Tel. 0121-83933




Campeggi:

PRO BUSSOLENO Via Del Campeggio 10053 Bussoleno Tel. 0122-49142

TIZIANELLA S.S. 25 al Km 42,2 10050 Chianocco Tel. 0122-49123

SERRE MARIE S.S. 23 al Km. 71 10060 Fenestrelle Tel. 0121-83982



Il Parco Orsiera-Rocciavrè



Il Parco rappresenta un ambiente tipicamente montano che, diversamente da altre zone alpine del Piemonte, è rimasto ai margini dello sviluppo turistico di massa. Oggi è un angolo di natura a basso grado di antropizzazione, con una flora ed una fauna particolarmente ricche, in cui si svolgono attività agricole e pastorali di tipo tradizionale.



Geologia e morfologia

Il Parco occupa un'area montana che comprende lo spartiacque tra la Valle del Chisone e la Val di Susa, e la testata della Val Sangone. Al suo interno si elevano una decina di cime che superano i 2.600 metri di quota, tra cui il monte Orsiera (2.878 m) e il monte Rocciavrè (2.778 m), le due cime più elevate che danno il nome al Parco.
Il gruppo montuoso dell'Orsiera-Rocciavrè è costituito quasi esclusivamente da rocce metamorfiche.
Nel settore più centrale le rocce prevalenti sono le Ofioliti o Rocce verdi, che rappresentano la trasformazione del substrato del bacino marino presente in questa zona durante l'Era mesozoica. Le zone periferiche del Parco, invece, sono costituite in prevalenza da Gneiss e Micascisti, rocce metamorfiche di origine continentale.
Il paesaggio è quello tipico delle zone di alta montagna, caratterizzato da morfologia piuttosto accidentata con creste, picchi rocciosi, profonde incisioni vallive e pendii fortemente acclivi con balze rocciose. Evidenti sono le testimonianze dell'azione erosiva e di modellamento glaciale con presenza di circhi, depositi morenici, valli con sezioni ad U rimodellate successivamente dai corsi d'acqua e dai laghi alpini d'alta quota. Il più grande degli 11 laghi di origine glaciale è il lago Ciardonet, sul versante della Val Chisone.
L'area presenta una notevole escursione altimetrica, poichè i limiti altitudinali del Parco sono compresi tra 900 e 2.878 metri s.l.m.. Per quanto riguarda l'esposizione, infine, il massiccio Orsiera - Rocciavrè è esposto a sud nel versante della Val Chisone, a nord in quello della Val di Susa e ad est in quello della Val Sangone.

Vegetazione e flora

A causa del notevole gradiente altitudinale e della diversa esposizione dei versanti, nell'area protetta sono presenti varie e diversificate formazioni vegetazionali. Il versante della Val di Susa presenta boschi di latifoglie, lariceti e abetine, il versante chisonese vaste pinete e praterie alpine che, alle quote più elevate, sfumano nella vegetazione pioniera delle rocce e dei ghiaioni.

La fascia boschiva inclusa nel Parco è piuttosto ridotta. Il bosco di latifoglie, costituito da Faggio (Fagus sylvatica), è presente alle quote più basse della Val di Susa ed in Val Sangone. La Faggeta, governata per lo più a ceduo, è presente in formazioni quasi pure o associate ad altre specie come la Betulla (Betula sp.pl.), il Sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia) ed il Maggiociondolo (Laburnum anagyroides). Il Pino silvestre (Pinus sylvestris), che vive su suoli rocciosi e più aridi, è molto diffuso soprattutto sui versanti esposti a sud e costituisce un'ampia Pineta nei pressi di Pra Catinat.
Il Larice (Larix decidua) è diffuso in quasi tutte le zone del Parco, in Val di Susa e in Val Chisone, al di sopra della Faggeta e della Pineta.

Il Lariceto, bosco di Larice, si presenta spesso in formazioni aperte, luminose e rade, perché questa specie è una caducifoglia con aghi corti e leggeri che permettono il passaggio della luce. Ciò consente lo sviluppo di un sottobosco erbaceo ed arbustivo, molto più ricco e sviluppato che negli altri boschi di conifere. Gli arbusti più frequenti del Lariceto sono il Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus), il Lampone (Rubus idaeus), il Rododendro (Rhododendron ferrugineum), la Fragola (Fragaria vesca), ed ancora graminacee, felci e muschi.
Al di sopra dei 1.800 - 2.000 metri s.l.m., le formazioni boschive si trasformano gradualmente negli arbusteti d'alta quota. Si diradano le specie arboree, che si presentano con esemplari isolati, contorti e deformati dal vento, ed aumentano le essenze arbustive e cespugliose.
Gli arbusteti sono composti principalmente da Rododendro e Mirtillo nero, mentre, sui ghiaioni umidi, è piuttosto diffuso l'Ontano verde (Alnus viridis). Con l'abbandono delle attività pastorali molti pascoli sono riconquistati da queste formazioni arbustive.
Nelle aree a quote non troppo elevate, e dove il terreno è pianeggiante e profondo, si estendono praterie secondarie utilizzate per il pascolo del bestiame. Le specie tipiche di questi prato-pascoli sono la Festuca (Festuca rubra), la Codolina (Phleum alpinum), il Cappellini (Agrostis sp.pl.), il Trifoglio (Trifolium sp.pl.) ed il Ginestrino (Lotus sp.pl.).
Le aree di più intenso pascolo sono caratterizzate dalla presenza del Nardo (Nardus stricta), mentre dove sosta più a lungo il bestiame, come nei pressi delle stalle, dei fontanili e dei recinti, è presente una vegetazione nitrofila con specie tipiche, come l'Ortica (Urtica sp.pl.).
Al di sopra del limite della vegetazione arborea sono presenti varie formazioni a prateria primaria, che ospitano popolamenti erbacei diversi secondo l'altitudine, l'esposizione e la pedologia del substrato.
Sui pendii ripidi e soleggiati la vegetazione erbacea è composta in prevalenza da Festuca (Festuca varia); sui versanti meno ripidi la formazione tipica è il Curvuleto a dominanza di Carice ricurva (Carex curvula), cui si associano la Genziana (Gentiana kochiana), il Dente di leone (Leontopodon helveticus), la Viola (Viola calcarata) e la Nigritella (Nigritella nigra), dalle splendide fioriture estive. Dove il substrato non presenta caratteristiche acide si possono osservare varie specie di Semprevivo (Sempervivum sp.pl.) e nelle vallette nivali prevale un'altra specie di Festuca, la Festuca violacea; tra gli arbusti sono presenti varie specie di Salice nano (Salix sp.pl.).
Alle quote più elevate, nei macereti, nei ghiaioni e negli anfratti rocciosi, si possono osservare piante come la Linaria alpina (Linaria alpina), la Silene (Silene acaulis), il Camedrio (Dryas octopetala), l'Erba storna (Thlaspi rotundifolia), la Petrocallide dei Pirenei (Petrocallis pyrenaica) e l'Osiria (Oxyria dygina), tutte strettamente adattate alle condizioni ambientali che sono veramente estreme, con escursioni termiche notevoli, elevata siccità e forte ventosità.
Nel Parco, infine, esistono diversi ambienti umidi. In prossimità delle sorgenti crescono la Sassifraga stellata (Saxifraga stellaris), il Billeri amaro (Cardamine amara), la Calta (Caltha palustris), la Pinguicola (Pinguicola vulgaris) e la Parnassia (Parnassia palustris); lungo i torrenti si sviluppa una vegetazione ripariale con varie specie di salici arbustivi (Salix sp.pl.) ed Ontano verde (Alnus viridis); nelle torbiere e lungo le rive dei laghi crescono varie specie di Giunco (Juncus sp.pl.), Carice (Carex sp.pl.) ed Erioforo (Eriophorum sp.pl.).







Fauna e habitat

Anche la fauna del Parco è di estremo interesse per l'elevato numero di specie tipicamente alpine. Sono presenti 5 specie di Ungulati: il Camoscio (Rupicapra rupicapra), il Cervo (Cervus elaphus), il Capriolo (Capreolus capreolus), il Cinghiale (Sus scrofa), il Muflone (Ovis musimon).

Quest'ultima è una specie non autoctona, ma originaria della Sardegna e della Corsica e proveniente da un'attigua Azienda Faunistica Venatoria. L'aumento della presenza del Muflone, inoltre, sta creando problemi di concorrenza e competizione con il Camoscio.
Il Camoscio, presente con circa 300 individui, predilige le aree aperte più elevate e rocciose e scende nel bosco soprattutto durante il periodo invernale. Il Cervo ed il Capriolo, reintrodotti con nuclei provenienti dal vicino Bosco di Salbertrand, occupano preferibilmente le zone boschive con radure.
L'area protetta non è attualmente abitata da grandi predatori, come il Lupo o la Lince scomparsi ormai da tempo. Tra i Carnivori sono presenti la Volpe (Vulpes vulpes), l'Ermellino (Mustela erminea), osservabile al limite superiore del bosco, la Donnola (Mustela nivalis), la Martora (Martes martes), la Faina (Martes foina), il Tasso (Meles meles). Le ultime tre specie sono tipiche delle aree boscate.
Nelle praterie alpine sono presenti numerose colonie di Marmotta (Marmota marmota), il roditore preso a simbolo del Parco, diverse specie di Arvicola (Arvicola sp.pl.), la Lepre alpina (Lepus timidus). Nel bosco si possono osservare lo Scoiattolo (Sciurus vulgaris) e il Ghiro (Myoxus glis).
Nel Parco sono presenti, nel corso dell'anno, circa 90 specie di Uccelli, di cui più di 70 nidificanti.
I Rapaci diurni di maggiore interesse sono l'Aquila reale (Aquila chrysaëtos), che nidifica sulle pareti rocciose, lo Sparviere (Accipiter nisus) e l'Astore (Accipiter gentilis), tipici abitanti dei boschi, mentre più comuni ed ubiquitari sono la Poiana (Buteo buteo) ed il Gheppio (Falco tinnunculus).
Le praterie alpine sono il sito di nidificazione della Pernice bianca (Lagopus mutus) e della Coturnice (Alectoris graeca), mentre nel bosco sono presenti l'Allocco (Strix aluco), la Civetta capogrosso (Aegolius funereus), il Fagiano di monte (Lyrurus tetrix) e diverse specie di Picchio.
Gli Anfibi segnalati sono la Rana temporaria (Rana temporaria), il Rospo comune (Bufo bufo) e la Salamandra alpina (Salamandra atra atra), mentre i Rettili più comuni sono la Lucertola dei muri (Podarcis muralis), il Biacco (Coluber viridiflavus), il Saettone (Elaphe longissima), la Biscia dal collare (Natrix natrix), tipica delle zone umide, il Colubro liscio (Coronella austriaca) e la Vipera comune (Vipera aspis).
Ambiente ed attività umane

La presenza umana in queste vallate alpine risale ai tempi preistorici, come evidenzia la scoperta del sito denominato “Balm'Chanto”, nel comune di Roure, in cui sono stati rinvenuti oggetti ceramici e di pietra risalenti al periodo compreso tra l'Eneolitico e l'Età del Bronzo. Altra traccia è l'arte rupestre. I segni lasciati sulle rocce furono realizzati con strumenti appuntiti e i più frequenti rinvenuti sono cappelle emisferiche, croci a due o tre bracci e figure umane stilizzate.
Anche altre epoche storiche hanno lasciato tracce in questa zona. In Val di Susa, nel comune di Villafocchiardo, si segnala la Certosa di Montebenedetto, XIII secolo, che, abbandonata a seguito di un'eccezionale alluvione, è stata utilizzata per attività didattiche e visite guidate.
Gli scontri di confine tra la Francia ed i Savoia hanno lasciato altre importanti testimonianze come, per esempio, il Forte di Fenestrelle del XVIII secolo ed il Forte di Serre Marie.
Infine, esempi di architettura popolare, tracce delle antiche tradizioni silvo-pastorali ormai in declino, sono i piccoli centri rurali in abbandono, gli alpeggi, le cappelle votive, i fontanili.






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