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Informazioni

PARCO ORSIERA-ROCCIAVRE'

L'Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie è un ente pubblico, istituito dalla Regione Piemonte nel 2012, per tutelare e gestire un vasto patrimonio naturale, paesaggistico e culturale che comprende quattro Parchi naturali e due Riserve naturali speciali. Si tratta dei parchi naturali del Gran Bosco di Salbertrand, della Val Troncea, dell'Orsiera Rocciavrè e dei Laghi di Avigliana e delle riserve naturali speciali dell'Orrido di Chianocco e dell'Orrido di Foresto.

La sede legale  dall’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie si trova in Via Fransuà Fontan, 1 - 10050 Salbertrand (TO)
Le sedi amministrative dell’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie sono:
Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand
Via Fransuà Fontan, 1 - 10050 Salbertrand (TO)
Tel. 0122.854720 - Fax 0122.854421
Parco naturale dei Laghi di Avigliana e  Parco naturale Orsiera Rocciavré Vigilanza settore Val Sangone
Via Monte Pirchiriano, 54 - 10051 Avigliana (TO)
Tel. 011.9313000 - Fax 011.9328055
Parco naturale Orsiera Rocciavré e Riserve naturali degli Orridi di Chianocco e Foresto  Vigilanza settore Valle di Susa
Via Massimo d'Azeglio, 16 - 10053 Bussoleno (TO)
Tel. 0122.47064 - Fax 0122.48383
Parco naturale Orsiera Rocciavré: Ufficio Tecnico e Vigilanza settore Val Chisone
Via Nazionale 2, Fraz. Mentoulles - 10060 Fenestrelle (TO)
Tel. e Fax 0121.83757
Parco naturale Val Troncea
Via della Pineta 5, Fraz. Ruà - 10060 Pragelato (TO)
Tel. e Fax 0122.78849

Le sedi sono aperte al pubblico con i seguenti  orari: dal lunedì al giovedì, dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 15.00 - il venerdì dalle 9.30 alle 12.00.
Per informazioni istituzionali: segreteria.alpicozie@ruparpiemonte.it
Per informazioni di tipo turistico: info.alpicozie@ruparpiemonte.it
Sito internet : www.parchialpicozie.it


PARCO NATURALE ORSIERA ROCCIAVRÉ E RISERVE NATURALI DEGLI ORRIDI DI CHIANOCCO E FORESTO

Il Parco naturale Orsiera Rocciavrè è situato nella parte settentrionale delle Alpi Cozie, sui territori di pertinenza delle Valli Chisone, di Susa e Sangone.
I confini dell’area protetta corrono mediamente a una quota di 1400 m e le cime più importanti sfiorano i tremila metri: Monte Orsiera (2890 m), Monte Rocciavrè (2778 m) e Punta Rocca Nera (2852 m).

Superficie: 11.154,08 ha (Parco naturale Orsiera Rocciavrè 10.952,74 ha – Riserva Orrido di Chianocco 36,10 ha -  Riserva Orrido di Foresto 179,24 ha)

Istituzione: 1980 (Parco naturale Orsiera Rocciavrè e Riserva Orrido di Chianocco)
- 1998 ( Riserva Orrido di Foresto)

La sede del Parco naturale Orsiera Rocciavré e riserve naturali degli Orridi di Chianocco e Foresto si trova in Via Massimo D'Azeglio, 16 - 10053 Bussoleno (TO)
Tel. 0122.47064 - Fax 0122.48383
E-mail info.alpicozie@ruparpiemonte.it
Sito internet  www.parchialpicozie.it


Vegetazione e flora

A causa del notevole gradiente altitudinale e della diversa esposizione dei versanti, nell'area protetta sono presenti varie e diversificate formazioni vegetazionali. Il versante della Val di Susa presenta boschi di latifoglie, lariceti e abetine, il versante chisonese vaste pinete e praterie alpine che, alle quote più elevate, sfumano nella vegetazione pioniera delle rocce e dei ghiaioni.

La fascia boschiva inclusa nel Parco è piuttosto ridotta. Il bosco di latifoglie, costituito da Faggio (Fagus sylvatica), è presente alle quote più basse della Val di Susa ed in Val Sangone. La Faggeta, governata per lo più a ceduo, è presente in formazioni quasi pure o associate ad altre specie come la Betulla (Betula sp.pl.), il Sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia) ed il Maggiociondolo (Laburnum anagyroides). Il Pino silvestre (Pinus sylvestris), che vive su suoli rocciosi e più aridi, è molto diffuso soprattutto sui versanti esposti a sud e costituisce un'ampia Pineta nei pressi di Pra Catinat.
Il Larice (Larix decidua) è diffuso in quasi tutte le zone del Parco, in Val di Susa e in Val Chisone, al di sopra della Faggeta e della Pineta.

Il Lariceto, bosco di Larice, si presenta spesso in formazioni aperte, luminose e rade, perché questa specie è una caducifoglia con aghi corti e leggeri che permettono il passaggio della luce. Ciò consente lo sviluppo di un sottobosco erbaceo ed arbustivo, molto più ricco e sviluppato che negli altri boschi di conifere. Gli arbusti più frequenti del Lariceto sono il Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus), il Lampone (Rubus idaeus), il Rododendro (Rhododendron ferrugineum), la Fragola (Fragaria vesca), ed ancora graminacee, felci e muschi.
Al di sopra dei 1.800 - 2.000 metri s.l.m., le formazioni boschive si trasformano gradualmente negli arbusteti d'alta quota. Si diradano le specie arboree, che si presentano con esemplari isolati, contorti e deformati dal vento, ed aumentano le essenze arbustive e cespugliose.
Gli arbusteti sono composti principalmente da Rododendro e Mirtillo nero, mentre, sui ghiaioni umidi, è piuttosto diffuso l'Ontano verde (Alnus viridis). Con l'abbandono delle attività pastorali molti pascoli sono riconquistati da queste formazioni arbustive.
Nelle aree a quote non troppo elevate, e dove il terreno è pianeggiante e profondo, si estendono praterie secondarie utilizzate per il pascolo del bestiame. Le specie tipiche di questi prato-pascoli sono la Festuca (Festuca rubra), la Codolina (Phleum alpinum), il Cappellini (Agrostis sp.pl.), il Trifoglio (Trifolium sp.pl.) ed il Ginestrino (Lotus sp.pl.).
Le aree di più intenso pascolo sono caratterizzate dalla presenza del Nardo (Nardus stricta), mentre dove sosta più a lungo il bestiame, come nei pressi delle stalle, dei fontanili e dei recinti, è presente una vegetazione nitrofila con specie tipiche, come l'Ortica (Urtica sp.pl.).
Al di sopra del limite della vegetazione arborea sono presenti varie formazioni a prateria primaria, che ospitano popolamenti erbacei diversi secondo l'altitudine, l'esposizione e la pedologia del substrato.
Sui pendii ripidi e soleggiati la vegetazione erbacea è composta in prevalenza da Festuca (Festuca varia); sui versanti meno ripidi la formazione tipica è il Curvuleto a dominanza di Carice ricurva (Carex curvula), cui si associano la Genziana (Gentiana kochiana), il Dente di leone (Leontopodon helveticus), la Viola (Viola calcarata) e la Nigritella (Nigritella nigra), dalle splendide fioriture estive. Dove il substrato non presenta caratteristiche acide si possono osservare varie specie di Semprevivo (Sempervivum sp.pl.) e nelle vallette nivali prevale un'altra specie di Festuca, la Festuca violacea; tra gli arbusti sono presenti varie specie di Salice nano (Salix sp.pl.).
Alle quote più elevate, nei macereti, nei ghiaioni e negli anfratti rocciosi, si possono osservare piante come la Linaria alpina (Linaria alpina), la Silene (Silene acaulis), il Camedrio (Dryas octopetala), l'Erba storna (Thlaspi rotundifolia), la Petrocallide dei Pirenei (Petrocallis pyrenaica) e l'Osiria (Oxyria dygina), tutte strettamente adattate alle condizioni ambientali che sono veramente estreme, con escursioni termiche notevoli, elevata siccità e forte ventosità.
Nel Parco, infine, esistono diversi ambienti umidi. In prossimità delle sorgenti crescono la Sassifraga stellata (Saxifraga stellaris), il Billeri amaro (Cardamine amara), la Calta (Caltha palustris), la Pinguicola (Pinguicola vulgaris) e la Parnassia (Parnassia palustris); lungo i torrenti si sviluppa una vegetazione ripariale con varie specie di salici arbustivi (Salix sp.pl.) ed Ontano verde (Alnus viridis); nelle torbiere e lungo le rive dei laghi crescono varie specie di Giunco (Juncus sp.pl.), Carice (Carex sp.pl.) ed Erioforo (Eriophorum sp.pl.).

Fauna e habitat

Anche la fauna del Parco è di estremo interesse per l'elevato numero di specie tipicamente alpine. Sono presenti 5 specie di Ungulati: il Camoscio (Rupicapra rupicapra), il Cervo (Cervus elaphus), il Capriolo (Capreolus capreolus), il Cinghiale (Sus scrofa), il Muflone (Ovis musimon).

Quest'ultima è una specie non autoctona, ma originaria della Sardegna e della Corsica e proveniente da un'attigua Azienda Faunistica Venatoria. L'aumento della presenza del Muflone, inoltre, sta creando problemi di concorrenza e competizione con il Camoscio.
Il Camoscio, presente con circa 300 individui, predilige le aree aperte più elevate e rocciose e scende nel bosco soprattutto durante il periodo invernale. Il Cervo ed il Capriolo, reintrodotti con nuclei provenienti dal vicino Bosco di Salbertrand, occupano preferibilmente le zone boschive con radure.
L'area protetta non è attualmente abitata da grandi predatori, come il Lupo o la Lince scomparsi ormai da tempo. Tra i Carnivori sono presenti la Volpe (Vulpes vulpes), l'Ermellino (Mustela erminea), osservabile al limite superiore del bosco, la Donnola (Mustela nivalis), la Martora (Martes martes), la Faina (Martes foina), il Tasso (Meles meles). Le ultime tre specie sono tipiche delle aree boscate.
Nelle praterie alpine sono presenti numerose colonie di Marmotta (Marmota marmota), il roditore preso a simbolo del Parco, diverse specie di Arvicola (Arvicola sp.pl.), la Lepre alpina (Lepus timidus). Nel bosco si possono osservare lo Scoiattolo (Sciurus vulgaris) e il Ghiro (Myoxus glis).
Nel Parco sono presenti, nel corso dell'anno, circa 90 specie di Uccelli, di cui più di 70 nidificanti.
I Rapaci diurni di maggiore interesse sono l'Aquila reale (Aquila chrysaëtos), che nidifica sulle pareti rocciose, lo Sparviere (Accipiter nisus) e l'Astore (Accipiter gentilis), tipici abitanti dei boschi, mentre più comuni ed ubiquitari sono la Poiana (Buteo buteo) ed il Gheppio (Falco tinnunculus).
Le praterie alpine sono il sito di nidificazione della Pernice bianca (Lagopus mutus) e della Coturnice (Alectoris graeca), mentre nel bosco sono presenti l'Allocco (Strix aluco), la Civetta capogrosso (Aegolius funereus), il Fagiano di monte (Lyrurus tetrix) e diverse specie di Picchio.
Gli Anfibi segnalati sono la Rana temporaria (Rana temporaria), il Rospo comune (Bufo bufo) e la Salamandra alpina (Salamandra atra atra), mentre i Rettili più comuni sono la Lucertola dei muri (Podarcis muralis), il Biacco (Coluber viridiflavus), il Saettone (Elaphe longissima), la Biscia dal collare (Natrix natrix), tipica delle zone umide, il Colubro liscio (Coronella austriaca) e la Vipera comune (Vipera aspis).
Ambiente ed attività umane

La presenza umana in queste vallate alpine risale ai tempi preistorici, come evidenzia la scoperta del sito denominato “Balm'Chanto”, nel comune di Roure, in cui sono stati rinvenuti oggetti ceramici e di pietra risalenti al periodo compreso tra l'Eneolitico e l'Età del Bronzo. Altra traccia è l'arte rupestre. I segni lasciati sulle rocce furono realizzati con strumenti appuntiti e i più frequenti rinvenuti sono cappelle emisferiche, croci a due o tre bracci e figure umane stilizzate.
Anche altre epoche storiche hanno lasciato tracce in questa zona. In Val di Susa, nel comune di Villafocchiardo, si segnala la Certosa di Montebenedetto, XIII secolo, che, abbandonata a seguito di un'eccezionale alluvione, è stata utilizzata per attività didattiche e visite guidate.
Gli scontri di confine tra la Francia ed i Savoia hanno lasciato altre importanti testimonianze come, per esempio, il Forte di Fenestrelle del XVIII secolo ed il Forte di Serre Marie.
Infine, esempi di architettura popolare, tracce delle antiche tradizioni silvo-pastorali ormai in declino, sono i piccoli centri rurali in abbandono, gli alpeggi, le cappelle votive, i fontanili.


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